I EDIZIONE

GLI ALLIEVI DELLA PRIMA EDIZIONE



Il Master in Lean Healthcare Management si caratterizza per la scelta di una metodologia in grado di coniugare in maniera sinergica una componente più teorica, legata alla spiegazione di tecniche e strumenti da utilizzare, e una componente operativa in cui le nozioni apprese vengono sperimentate direttamente sul campo all’interno di case studies reali. Accanto ai project work di gruppo, che hanno rappresentato gli output dei singoli moduli, ciascun allievo ha sviluppato un progetto di tesi individuale come sintesi del proprio percorso formativo. In questa sezione sono raccolti in maniera sintetica tutti i contributi realizzati dagli allievi.

Stefano Antonelli

Stefano Antonelli


Biografia

Nato a Massa il 8/5/1965 e laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa. Dirigente medico di primo livello con incarico a tempo indeterminato presso U.O. Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Apuano di Massa Carrara (ex Asl 1 Toscana) dal 2/11/99 ad oggi. Da anni si occupa di cooperazione umanitaria internazionale (partecipazione a missioni umanitarie / sanitarie con organizzazioni noprofit in paesi del terzo-quarto mondo).

Titolo e abstract tesi di Master

“To be or not to be: ottimizzazione di un blocco operatorio”

L‘obiettivo principale è stato studiare le possibilità di miglioramento nella gestione del blocco operatorio unico del nuovo Ospedale Apuano (che ha accorpato i due presidi ospedalieri di Massa e Carrara) distribuendo l’attività chirurgica negli slot delle nuove sale operatorie. Una parte preponderante dell’obiettivo (tutt’ora in corso) era quello di stabilire nuove regole ‘snelle’ nel ‘reclutamento’ dei pazienti (scheduling) e nel redigere le liste operatorie (planning) permettendo ad ogni sanitario afferente al blocco operatorio di offrire la migliore performance possibile, garantendo equitàdi accesso ed alti livelli qualitativi sia erogati che percepiti dal paziente.
L’ analisi ‘sul campo’ ha permesso di verificare la qualità del ‘percorso chirurgico’. La ‘caccia’ al ‘wasting time’ in sala operatoria (in un’ottica ‘bottom-up costing’) ha rilevato opportunità di miglioramento continuo in termini di efficienza del blocco, di sicurezza del paziente e degli operatori, di contenimento dei costi e del clima interno ad ogni livello.

Gianfranco Autieri

Gianfranco Autieri


Biografia

Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, ha conseguito anche un Master Universitario di II livello in Bioetica e un Master Universitario di II livello in Health Service Management. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile U.O. Pianificazione e programmazione attività specialistica sanitaria e di Direttore del CUP aziendale presso la sede di Siena dell’USL SUD EST Toscana. Ha scritto pubblicazioni medico-scientifiche su temi di Organizzazione Sanitaria ed Ospedaliera e ha svolto attività di docenza su temi di Organizzazione Ospedaliera in Scuole di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Master Universitari e Corsi Aziendali.

Titolo e abstract tesi di Master

“Il kanban come strumento di gestione  per l’approvigionamento di farmaci in un  reparto di medicina della ASL Senese”

La sfida della sostenibilità del SSN, al centro del dibattito politico e tecnico degli ultimi anni, induce le aziende sanitarie alla ricerca di soluzioni organizzative e gestionali per la riprogettazione dei processi produttivi e di supporto (tecnico-amministrativi) con l’obiettivo di migliorare sia i livelli di efficienza e produttività, che quelli di appropriatezza e qualità delle prestazioni, oltre a diminuire gli sprechi di risorse.
In tal senso, il lean è considerato attualmente uno degli approcci più innovativi e prevede l’impiego di tecniche peculiari, tra cui il Kanban. Tale strumento permette di innescare ordini di materiali solo al manifestarsi di un effettivo bisogno, con una programmazione ponderata delle quantità da riordinare.
Presso la U.O. di Medicina dello Stabilimento Ospedaliero di Campostaggia della ex AUSL 7 di Siena si era osservato un significativo incremento della quantità di farmaci scaduti tra il 2012 ed il 2014. Valutati i metodi di gestione dei farmaci, è stato riscontrato un difetto nella programmazione
degli ordini da parte del reparto. A seguito della revisione dei criteri storici di approvvigionamento, nell’aprile del 2015 è stato introdotto il sistema Kanban.
Risultati conseguiti (II sem. 2015 vs I sem. 2015): diminuzione del trend e della variabilità di spesa per i farmaci (-5,6%), diminuzione della quantità di farmaci scaduti (-85,6%), diminuzione degli ordini “urgenti” (-34%).

Roberta Baldi

Roberta Baldi


Biografia

Tecnico Sanitario di Radiologia Medica presso l’A.O.U.Senese. Ha conseguito la laurea di primo livelloin in “Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia” con la votazione di 110 e lode presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena nel 2004 proseguendo poi la propria formazione con la laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche conseguita con la votazione di 110/110, presso l’Università di Siena nel 2011. Possiede inoltre un Master Universitario di 1°livello in “Funzioni di Coordinamento nelle Professioni Sanitarie“ conseguito nel 2012. Svolge attività di docenza in corsi aziendali e universitari.

Titolo e abstract tesi di Master

“Applicazione dei principi lean nell’ideazione di una sala operatoria ibrid: punti di riflessione dalle esperienze europee”.

Nell’ Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS) è in programma la realizzazione di un nuovo blocco operatorio in un edificio di nuova costruzione. Nella soluzione prescelta è previsto che ci saranno 10 sale operatorie di cui 8 standard e 2 ibride per le attività cardio-vascolari e per la neurochirurgia. La sala operatoria ibrida è un momento di incontro tra il mondo dell’imaging radiologico e il momento operatorio che permette di completare l’attività chirurgica con la finalità di supportare direttamente la tecnica interventistica o di effefttuare una valutazione intraoperatoria con un “punto di vista” immediato e approfondito. Obiettivi. Lo scopo di questo lavoro è definire una organizzazione per questi nuovi locali seguendo un’ottica lean in termini di layout, materiali, volumi di attività e risorse umane/tecnologiche. Materiali e metodi. La tesi fa riferimento in particolare alle tecniche che fanno parte della metodica Lean Construction in quanto si sviluppa a priori un modello che possa rappresentare un prototipo di sala operatoria ibrida sulla base dei principi lean. Invece di fare un miglioramento a posteriori si cerca di costruire la struttura sulla base di quelle che saranno le necessita’. Risultati e conclusioni. Attraverso la realizzazione di una mappatura del flusso del valore (VSM) è stata effettuata un’analisi dei percorsi attuali di elezione ed urgenza nelle specialistiche considerate. Si è analizzato lo stato attuale, le possibili modifiche migliorative e le riorganizzazioni in ottica Lean sulla base anche delle altre esperienze a livello europeo. L’analisi ha evidenziato come risultato importante la necessità di dimensionare le sale in funzione delle esigenze attuali e di uno sviluppo futuro delle metodiche e delle apparecchiature. Si è infine evidenziata la necessità del numero di sale anche in funzione dell’effettivo carico di lavoro in elezione e in urgenza distribuito durante le 24h.

Lucia Bellandi

Lucia Bellandi


Biografia

Infermiera pressa l’AOUS dal 1991, laurea specialistica in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, conseguita presso l’Università degli Studi di Siena. Dopo 23 anni di esperienza nei reparti di Medicina Internistica, Dialisi Extracorporea, Cardiochirurgia, dal Giugno 2014 infermiera presso l’Ufficio Lean, dove ha svolto ruolo di facilitatore ai processi di cambiamento volti all’implementazione del Lean management in azienda. Docente dei corsi Lean aziendali, responsabile coordinamento del team infermieristico progetto SMED in sala operatoria dell’AOUS. Dall’Agosto 2015 Posizione Organizzativa Infermieristica di linea Medica-percorsi in urgenza.

Abstract tesi

“Ufficio Lean per tutti o per nessuno”.

La ricerca sul campo “Ufficio lean per tutti o per nessuno”, realizzata nell’ambito del master di II° livello in Lean Healthcare Management, intende offrire un quadro sullo sviluppo della gestione operativa e del lean management nella sanità, offrendo spunti di riflessione sul tema ufficio lean, fulcro e punto di partenza per garantire un’ottimale gestione operativa. Per avere una panoramica delle modalità con cui le aziende sanitarie hanno implementato questo modello organizzativo è stato proposto un questionario. L’invito a partecipare alla ricerca è stato rivolto ai professionisti delle aziende sanitarie coinvolte nella gestione operativa e nel lean management, con la finalità di ottenere un campione rappresentativo per condurre tale ricerca. Attraverso l’analisi del questionario si vogliono identificare le articolazioni organizzative che coordinano e gestiscono le progettualità, la loro collocazione negli organigrammi aziendali e le figure professionali coinvolte; mappare le attività svolte, gli strumenti e le tecniche utilizzate; interpretare ogni esperienza in base al grado di penetrazione della gestione operativa e del lean management in azienda e rispetto a quanto riportato in letteratura. Il confronto tra le varie realtà esaminate offre spunti di riflessione sull’eterogeneità metodologica di implementazione di questo modello manageriale. L’obiettivo, ambizioso, è quello di tracciare uno standard ottimale di implementazione, ricalcabile da parte di tutte le Aziende sanitarie. Come driver della corretta implementazione del Lean Thinking in Azienda sono stati considerati i seguenti elementi:

• Numero di progetti sviluppati.

• Articolazione del programma formativo.

• Numero di strumenti impiegati.

• Presenza di una strategia aziendale di Lean management.

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Eva Bocci


Biografia

Infermiera pressa l’AOUS dal 1991, laurea specialistica in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, conseguita presso l’Università degli Studi di Siena. Dopo 23 anni di esperienza nei reparti di Medicina Internistica, Dialisi Extracorporea, Cardiochirurgia, dal Giugno 2014 infermiera presso l’Ufficio Lean, dove ha svolto ruolo di facilitatore ai processi di cambiamento volti all’implementazione del Lean management in azienda. Docente dei corsi Lean aziendali, responsabile coordinamento del team infermieristico progetto SMED in sala operatoria dell’AOUS. Dall’Agosto 2015 Posizione Organizzativa Infermieristica di linea Medica-percorsi in urgenza.

Abstract tesi

“Migliorare la qualità dei servizi: l’analisi dei reclami per orientare le decisioni aziendali”.

Il sistema di raccolta e di gestione dei reclami è una risorsa strategica per orientare le politiche di miglioramento della qualità dei servizi e dei rapporti con i cittadini. L’analisi dei reclami pone qualsiasi azienda in grado di identificare i punti deboli dell’organizzazione, correggerne i disservizi e programmare interventi di miglioramento di cui saranno beneficiari tutti gli utenti. Nel presente lavoro siamo partiti dall’analisi dei reclami pervenuti all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese negli anni 2014 e 2015 e, in ottica di benchmarking, li abbiamo confrontati con quelli rilevati a livello regionale. Dal confronto è emerso un numero estremamente elevato di reclami legati ad aspetti burocratico amministrativi. Abbiamo quindi deciso di concentrare l’attenzione su questa tipologia che ha evidenziato tre casistiche di particolare rilevanza – problematiche relative al ticket, prenotazione non disdetta, referti/CD non ritirati – per le quali sono stati analizzati i costi della non qualità. Sulla base di queste analisi sono state pianificate azioni finalizzate al miglioramento della qualità del servizio reso agli utenti ed alla riduzione dei costi per l’Azienda.

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Aldo Bonadies


Biografia

Classe 1988, laurea magistrale in Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni conseguita con lode presso l’Università di Modena e Reggio Emilia nell’anno 2012. Nel 2014 consegue il Master in Management Sanitario (MiMS) della Scuola di Direzione Aziendale (SDA Bocconi) con punteggio di 110/110. Il principale ambito di interesse riguarda l’area dell’organizzazione, in questo senso le principali esperienze professionali: nel 2012 presso l’Azienda USL di Imola sperimenta l’applicazione dei principi lean come driver per la riorganizzazione di una struttura del Dipartimento Medico, per poi occuparsi di reingegnerizzazione e di intensità di cura dei percorsi di area internistica presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria S.Orsola-Malpighi di Bologna. Dal 2013 al 2015 si dedica ai Percorsi Diagnostici Terapeutici Aziendali (PDTA), dapprima nell’ambito della ricerca presso il CeRGAS dell’Università Bocconi, poi Ideando e sperimentando un budget di percorso, presso l’Azienda USL di Bologna. Dal 2015 si occupa di supporto e coordinamento nell’ambito dello sviluppo di progetti interaziendali in area clinico – sanitaria e dei servizi amministrativi, tecnici e professionali, in qualità di Dirigente Amministrativo, per conto della Direzione Generale dell’Azienda USL di Bologna.

Abstract tesi

“Riorganizzazione dei percorsi sanitari per piattaforme  logistiche in area metropolitana bolognese: l’esempio della chirurgia vascolare”

Fondamentale principio ispiratore nella scelta di questo progetto
è stato il Decreto Ministeriale n. 70 del 2/4/2015 emanato dal
Ministero della Salute, recante la definizione degli standard qualitativi,
strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Tale
DM, infatti, impone alle Regioni e, dunque, a cascata alle singole Aziende
Sanitarie (Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliero – Universitarie
e IRCCS) un drastico riordino dell’offerta assistenziale. Sotto il termine
riordino rientra un percorso complesso di adeguamento degli ospedali
italiani a standard omogenei di assistenza, qualità, sicurezza, efficacia
ed efficienza. Tale necessità, inoltre, è stata ulteriormente sottolineata
dalla Legge di Stabilità 2016. È cosi, dunque, che nel contesto bolognese
si è reso necessario intraprendere una attività di mappatura delle Unità
Operative esistenti, delle attività da esse svolte (in termini di volumi),
dapprima sul fronte chirurgico così da individuare soluzioni “innovative” e
lontane da logiche di semplici tagli lineari, la cui scarsa efficacia è ormai
ampiamente dimostrata.
La strategia intrapresa, dunque, è stata quella di individuare meccanismi
di integrazione e creazione di vere e proprie reti cliniche che tengano
conto degli asset presenti (nello specifico le piattaforme chirurgiche in
dotazione nelle due aziende) e delle particolari vocazioni professionali
delle equipe interessate. In quest’ottica, dunque, la riorganizzazione della
Chirurgia Vascolare in ambito metropolitano ha come obiettivo principale
l’erogazione delle prestazioni con lo sviluppo di percorsi in una logica
di razionalizzazione, tali anche da permettere la crescita professionale e
l’integrazione dei professionisti.

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Claudia Colonna


Biografia

Lavoro presso l’AOU Senese dal 2004, anno in cui ho iniziato a collaborare con l’azienda come Coordinatore Referente di Area per il corso di Formazione in Medicina d’Urgenza. Nel 2006 sono stata nominata Referente Aziendale Indagini MeS e inserita nel gruppo di ricerca istituito dal Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per l’avvio di un processo di valutazione sulla Qualità dei Servizi presso le Aziende Sanitarie della Toscana. Nel 2008 sono stata Coordinatore Referente del I° Corso di Formazione in Medicina Generale svolto presso la sede Senese e dal 2010 al 2012 ho collaborato con la UOSA Rischio Clinico, fino a quando sono stata trasferita presso l’UOC Affari Generali, dove ho iniziato la mia collaborazione con l’ufficio Lean Aziendale. Dal 2014 sono Referente Lean Aziendale in ambito Amministrativo con il compito di estendere, implementare e potenziare la metodologia lean in ambito amministrativo mediante supporto e creazione di progetti di miglioramento e dI attività di Formazione.

Abstract tesi

” Dal paziente al cittadino, strumenti al servizio del cliente in una azienda sanitaria”

Questo lavoro analizza le tappe fondamentali nella costruzione di un percorso per la definizione di una linea strategica Aziendale che veda l’assegnazione di obiettivi operativi e badgettari a partire dalle linee di indirizzo Regionali esplicitate nella Delibera della GRT n. 1235 del 28/12/12. A tal fine potrà rendersi utile anche una mappatura degli Stakholders di riferimento per l’Azienda. Con tutto ciò, vorrei che l’idea abbozzata in questo lavoro non rimanesse fine a se stessa, ma costituisse un valido punto di partenza e riflessione per sfociare in un approfondimento futuro; uno strumento di analisi (scheda) utile al fine di conoscere i processi amministrativi di ciascuna UOC amministrativa, fornendo un valido supporto per la creazione di indicatori utili per il monitoraggio di eventuali “sprechi”, intrecci, collegamenti e “intoppi” tra il mondo amministrativo e quello sanitario.

Giacomo Corsini

Giacomo Corsini


Biografia

Laureato in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva. Ha frequentato il Master Universitario di Secondo Livello MeS Management e Sanità e ottenuto la qualifica CEPAS di Auditor interno di gestione del sistema qualità in ambito sanità. Attualmente è coordinatore del Gruppo di Progetto e dei Gruppi di Lavoro nell’ambito del Progetto di Trasferimento delle Attività Sanitarie nel Nuovo Presidio Ospedaliero di Pistoia e direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) per i servizi di Lavanolo, Pulizie e Sanificazione, Rifiuti, Ristorazione, Libera Professione, Sterilizzazione e Servizi Commerciali nell’ambito del contratto di concessione riferito al project financing finalizzato alla costruzione e gestione del Nuovo Ospedale San Jacopo di Pistoia. Ricopre inoltre i ruoli di Responsabile Sezione Gestione Aziendale Servizi, Azienda USL3 di Pistoia, di Vicario del RUP nell’ambito del contratto di concessione riferito al project financing finalizzato alla costruzione e gestione del Nuovo Ospedale San Jacopo di Pistoia. Attualmente è inoltre facente funzione di Direttore U.O. Direzione Sanitaria Ospedaliera e Direttore Medico P.O. presso l’Ospedale San Jacopo di Pistoia.

Abstract tesi

” Sistema integrato degli ospedali regionali. Il nuovo ruolo della direzione ospedaliera in un ospedale costruito con progetto di finanza”

Con l’esternalizzazione dei servizi, il ruolo delle Direzioni Sanitarie Ospedaliere è evoluto da gestore diretto a supervisore delle attività svolte da terzi in outsourcing. Nel corso degli ultimi anni tutte le varie professionalità coinvolte hanno dovuto aggiornare le proprie competenze introducendo nel proprio vocabolario parole quali Responsabile Unico del Procedimento, Direttore dell’Esecuzione del Contratto, ecc. Con la costituzione del SIOR (Sistema Integrato degli Ospedali Regionali) la Regione Toscana ha voluto utilizzare il progetto di finanza per la costruzione di 4 ospedali organizzati per Intensità di Cura, inserendo un partner privato che per 20 anni avrà in gestione i servizi non sanitari dei presidi ospedalieri. In conseguenza di ciò, all’interno della Direzioni Sanitaria Ospedaliera del P.O. di Pistoia è stata creata una struttura ad hoc con competenze multidisciplinari finalizzata alla definizione di procedure e flussi informativi per il controllo quali-quantitativo dei servizi. Tali procedure interessano tutte le figure coinvolte nel processo di erogazione del servizio, dagli utilizzatori arrivando fino alle figure deputate al controllo. Nel lavoro sono presentate le procedure adottate, i flussi di lavoro e i dati relativi ai primi anni di attività.

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Daniel Rudolph De Wet


Biografia

Laureato in psicologia, formazione specialistica in psicoterapia (Università di Stellenbosch, Sudafrica). Soggiorno di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia, Università di Tubinga (Germania) e in seguito presso il Dipartimento di Psicologia Riabilitativa, Università di Friburgo in Brisgovia (Germania), dal 2000 al 2003; dal 2004 contrattista dell’USL di Lucca, poi presso il MES della Scuola di Alti Studi Sant’Anna nel 2008 (Pisa). Dal 2009 analista collaboratore presso la Regione Toscana nella Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale. Dal dicembre 2015 impiegato presso METIS (Pisa) con mandato presso la Regione Toscana, nel Settore Integrazione Socio-Sanitaria dove lavora come analista in supporto alla programmazione regionale, monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi nell’ambito della Salute Mentale e delle Dipendenze. In particolare si dedica alla valutazione degli esiti dei trattamenti nei servizi pubblici di Salute Mentale e delle Dipendenze. Ha partecipato a convegni internazionali e pubblicato su riviste specializzate nell’ambito della Sanità Pubblica e della Psicologia.

Abstract tesi

“I servizi psichiatrici di diagnosi e cura della regione Toscana: facilitare la transizione con l’utilizzo degli strumenti di Lean Thinking”

l Sistema Sanitario della Toscana si sta riorganizzando dopo l’approvazione della Legge regionale 28 dicembre 2015, n. 84: Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Il nuovo assetto organizzativo ha un grande impatto sui servizi territoriali che includono i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC). Questo nuovo assetto organizzativo impone sia alla regione che alle tre nuove aziende territoriali di rivedere gli obiettivi strategici e la loro declinazione nei servizi territoriali. Questo lavoro si pone l’obiettivo, attraverso l’utilizzo degli strumenti di Lean Thinking e Operations Management, di facilitare questa transizione e riorganizzazione focalizzandosi su un servizio nevralgico del dipartimento della salute mentale: i SPDC. Il lavoro si declina in tre sotto obiettivi: in primis è stata effettuata un’analisi strategica avvalendosi degli strumenti della Lean strategy per definire gli obiettivi strategici di questi servizi e per la loro declinazione operativa. Successivamente, per monitorare la qualità dei risultati e la variabilità di processi legati ad alcuni obiettivi sono stati utilizzati gli strumenti del Lean Six sigma. Infine si è ipotizzato anche un’ottimizzazione del numero di posti letto nei SPDC come strumento di supporto alla pianificazione in questa fase di transizione. I risultati ottenuti possono essere distinti su due livelli: metodologico e operativo. Sul piano metodologico l’approccio del Lean Thinking sta facilitando il processo di transizione nell’interfaccia tra la Regione e le nuove aziende sanitarie, rendendolo efficiente e focalizzato sulla operatività. L’impatto delle proposte operative richiede ancora tempo per essere valutato completamente, tuttavia i primi risultati sono molto promettenti. L’approccio Lean si è mostrato fondamentale per governare e facilitare i processi di transizione.

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Roberto Francini


Biografia

Roberto Francini, anno 1973, dopo aver conseguito il diploma di scuola media superiore ha frequentato il Corso regionale per Infermiere Professionale conseguendo il titolo di Infermiere nel 1992. Nel luglio dello stesso anno ha iniziato la sua carriera lavorativa presso la U.O. di Medicina, successivamente in Anestesia e fino al 2006 presso la U.O. Rianimazione. Durante tale periodo ha conseguito la Laurea di Primo e secondo livello in Infermieristica e un Master di primo livello in management affiancati da un corso di perfezionamento in Clinical Governance e uno in management presso la SDA Bocconi. Il percorso formativo che ha intrapreso lo ha appassionato e stimolato verso l’implementazione di nuovi approcci alle dinamiche aziendali che si realizzano con l’introduzione delle logiche Lean. Negli anni ha partecipato alla stesura di numerose pubblicazioni in riviste scientifiche. Dal 2006 al 2014 ha ricoperto l’incarico di coordinamento del DEA Osp. San Donato di Arezzo e dal 2014 ad oggi ricopre il ruolo di Dirigente Infermieristico Ospedaliero dove oggi sta applicando gli strumenti Lean.

Abstract tesi

“Efficienza delle risorse ed efficienza del flusso di valore: la ricerca dei muda nel blocco operatorio P.O.  San Donato di Arezzo”

L’elaborato di tesi parte dalla definizione delle criticità espresse dagli operatori del Blocco Operatorio per quanto riguarda le attività in elezione e in urgenza. Da questo punto di partenza sono scaturiti 6 Focus su altrettanti problemi di carattere organizzativo. Sono stati presi in esame i dati forniti dalla fonte aziendale sull’attività chirurgica (Ormaweb) e rappresentati attraverso gli strumenti Lean quali Demand map e VSM. Inoltre sono stati considerati i tempi operatori, le ore di apertura e attività delle sale operatorie. Dal confronto tra il livello di servizio richiesto con il personale assegnato in tutto l’arco lavorativo giornaliero, è emerso come la struttura orario non segua le necessità del cliente (paziente), ma presenti un Overlap di 1h42minuti tra due sedute consecutive con assorbimento orario di 4368 ore di lavoro annuali. Il “Core” del progetto riorganizzativo è la ridefinizione dell’orario di servizio degli Infermieri, dall’attuale 7h12m giornalieri per infermiere su 5 giorni, a 4 giorni di 6 ore e un giorno a settimana con un orario 7.30-20 con 30 min. di pausa mensa. La modifica così presentata, determinerebbe la possibilità dell’apertura di una sala operatoria pomeridiana aggiuntiva per gestire le emergenze chirurgiche. Secondo aspetto analizzato è stata l’attivazione in Pronta Disponibilità (PD) notturna e festiva, che ha messo in evidenza come vi sia una sovrabbondanza di personale disponibile rispetto alle reali necessità operative: di 6 pronte disponibilità attive contemporanee, la sesta (in ordine di attivazione) non è mai stata chiamata durante tutto il 2015. La soppressione di questa PD potrebbe garantire un risparmio di 400 giornate in PD. Ultimo aspetto in esame nell’elaborato è stata la possibilità di puntare sui percorsi di formazione effettuati con il personale OSS, grazie ai quali questi possono essere inseriti all’interno dell’equipe di sala operatoria. L’aumento di attività per questo tipo di personale, dovrebbe essere coperto dall’eliminazione delle pulizie di fine seduta, da esternalizzare . L’implementazione di tale modello prevede una formazione sul campo per tutte le figure coinvolte e un monitoraggio da parte della Direzione Medica di Presidio attraverso una definizione dei KPI con reportistica settimanale e mensile.

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Silvia Guerrini


Biografia

Laureata in Giurisprudenza nel 1997, dopo la laurea ha svolto pratica forense e dal 2001 ha assunto il ruolo di Direttore dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, Casa di Riposo della Misericordia di Gaiole in Chianti (SI). Ha partecipato al Progetto pilota “Il sistema delle RSA in Toscana: Mappatura e valutazione” realizzato dal Laboratorio Management e Sanità – Istituto di Management della scuola superiore Sant’Anna di Pisa, in veste di direttore di una delle 49 strutture pilota per l’elaborazione di un sistema di valutazione delle residenze per anziani in Toscana che permette di misurare le performances costituendo il primo strumento di analisi gestionale. Recentemente ha partecipato come organizzatore e relatore al work shop “Il Lean thinking: dal Sanitario al Socio Sanitario: Miglioramento continuo, efficienza nei processi, innovazione organizzativa” organizzato da ANSDIPP presso ASP Firenze Montedomini e relatore al seminario “Le buone prassi regionali del marchio Q&B ed il risk management nelle RSA” organizzato da Qualità e benessere presso la Residenza per anziani Villa Serena di Montaione (FI), con l’intervento La gestione del rischio clinico con strumenti di Lean Management.

Abstract tesi

” Lean management e clinical risk management in RSA: un approccio innovativo ”

L’elaborato inizia con un’analisi della letteratura che approfondisce il rapporto tra i principi e strumenti di lean management e la gestione del rischio clinico, evidenziando il teorema proposto in dottrina che coniuga e mette in stretto rapporto di causalità l’eliminazione o riduzione degli sprechi, il miglioramento della qualità e diminuzione dei rischi per il paziente: meno sprechi uguale più qualità uguale più sicurezza. In tale ottica partendo da un’analisi delle proprie performance, misurando ed analizzando alcuni eventi avversi quali le cadute degli anziani ospiti, l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, Casa di Riposo della Misericordia, con sede in Gaiole in Chianti, che gestisce una RSA ha avviato una serie di progetti di miglioramento in ottica lean, utilizzando il report A3 e altri strumenti di Lean Management. Poiché le iniziative Lean rischiano di rimanere isolate se non adeguatamente integrate tra di loro e allineate alle priorità aziendali, l’azienda ha inoltre, provato ad elaborare una mappa strategica ed una A3X matrix, per individuare l’allineamento strategico dei progetti A3 attuati e in attuazione.

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Salvatore Iannucci


Biografia

Firenze, 1973 Dirigente Amministrativo. Laurea in Giurisprudenza e Master in Management Sanitario – SDA Bocconi (I edizione 2003). Da luglio 2015 è in ESTAR con l’incarico di coordinamento delle attività di segreteria e dello Staff alla Direzione Aziendale. In precedenza è stato referente della UOS dipartimentale Gestione Processi Amministrativi Aziendali della Ausl 11 Empoli. Svolge attività di docente presso l’Università degli Studi di Firenze-Facoltà di Medicina e Chirurgia (A.A. 2004-2005; 2005-2006; 2006-2007) per corsi di Economia Aziendale per Infermieri, Tecnici della Prevenzione e Ostetriche. Ha partecipato in qualità di relatore al Congresso annuale di ALASS (Associazione Latina per l’Analisi dei Sistemi di Salute, Milano 2006), è inoltre co-autore di articoli pubblicati (Mecosan, Salute e Territorio, Organizzazione Sanitaria) su temi relativi alla programmazione ed all’avvio delle Società della Salute.

Abstract tesi

” Il percorso delle procedure sopra soglia dall’indizione all’aggiudicazione in Estar”

L’unificazione dei tre ESTAV in ESTAR (dal 01 gennaio 2015) ha sicuramente prodotto disomogeneità e variabilità nei comportamenti e nelle procedure. La standardizzazione della tempistica delle varie fasi dei procedimenti di gara rappresenta un’esigenza prioritaria sia per l’implementazione di una programmazione allineata alla capacità produttiva di ESTAR, sia al fine di concordare con i clienti (aziende sanitarie ed ospedaliere) gli accordi di servizio. I clienti non sono solo i fruitori finali dei servizi, ma sono coinvolti in alcune sotto-fasi decisive della procedura e questo rappresenta una specificità da cui non si può prescindere. Dalle interviste ai professionisti di ESTAR e dall’esame dei dati di attività è emersa la necessità di svolgere un’analisi delle cause relative alla variabilità dei tempi del procedimento di gara “sopra soglia”, dalla fase di indizione a quella di aggiudicazione, con particolare riferimento al settore merceologico dei Dispositivi Medici. Complessivamente, utilizzando un approccio metodologico ispirato a logiche di lean management, emerge come sia la possibilità di individuare aree di intervento su cui intervenire per ridurre progressivamente la tempistica dei procedimenti di gara “sopra soglia”.

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Davide Lastrucci


Biografia

Infermiere Posizione Organizzativa di area Chirurgica per i Percorsi in Urgenza presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Laurea Specialistica in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche; Master di primo livello in Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie; Master di primo livello in Anestesia e Terapia Intensiva; Corso Universitario di perfezionamento in Infermiere Case Manager. Pubblicazioni in riviste scientifiche di interesse professionale. Impegnato nella formazione aziendale come docente in corsi di carattere sanitario e di Lean Management.

Abstract tesi

“Riorganizzazione del servizio di trasporto  intraospedaliero dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese: progetto di miglioramento del servizio con metodologia Lean Thinking ”

L‘elaborato intitolato “Riorganizzazione del servizio di trasporto intraospedaliero dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese: progetto di miglioramento del servizio trasporto materiali con metodologia Lean Thinking” descrive un progetto di Lean Management riguardo il servizio di trasporto materiali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Tale progetto che ha l’obiettivo di analizzare l’attuale modello organizzativo con lo scopo di proporre miglioramenti organizzativi che prevedano un’ottimizzazione delle richieste di trasporti in regime di urgenza. È stato utilizzato lo strumento dell’A3 report per descrivere le fasi del progetto che passano da una descrizione della situazione attuale, all’analisi delle cause del problema eseguita attraverso un diagramma di Ishikawa, allo sviluppo di varie contromisure proposte attraverso l’utilizzo sia di sistemi di operation management (modelli di simulazione) che la creazione e la revisione di strumenti operativi quali procedure, materiale informativo, ampliamento dell’utilizzo di sistemi informatici e di comunicazione ecc. . Il progetto prevede la verifica dei risultati già da Dicembre 2016 per andare a raggiungere uno standard organizzativo durante l’anno 2017.

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Paola Mantellini


Biografia

Medico chirurgo, specialista in Gastroenterologia, Oncologia e Statistica Medica. Dal 1994 al 1998 contrattista a progetto presso l’Istituto Tumori di Genova. Dal 1998 al 2001 ha lavorato come gastroenterologo endoscopista presso la ex ASF di Firenze. Lavora presso l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica di Firenze dal 2001. Responsabile della SS Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione Oncologica, dal 2004 si occupa della assicurazione di qualità dei programmi di screening oncologico organizzato della regione Toscana. Dal 2013 è responsabile facente funzione della SC Prevenzione Secondaria Screening di ISPO che organizza i programmi di screening oncologico sul territorio della ex ASF di Firenze. Parallelamente a questa attività svolge attività di ricerca applicata sia quantitativa che qualitativa in ambito di prevenzione oncologica secondaria e collabora a valutazioni di health technology assessment in questo specifico settore. Svolge incarichi nazionali su specifici progetti nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale Screening.

Abstract tesi

“Ottimizzazione della gestione del percorso di ricerca dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica
– ISPO”

L’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica – ISPO – è un ente pubblico regionale che ha come mission la ricerca in ambito di prevenzione oncologica primaria e secondaria. Dato il particolare periodo storico ed economico la possibilità di realizzare studi e ricerche è fortemente limitata dalla esiguità di fondi sia pubblici che privati. Per poter ottenere quindi finanziamenti sufficienti è necessario che la qualità dei progetti e l’efficienza nel realizzarli siano elevate e universalmente riconosciute. In considerazione anche dell’attuale riorganizzazione del sistema sanitario regionale si quindi sentita la necessità di rivedere il percorso della ricerca in generale e della gestione dei progetti in particolare. Il lavoro è consistito nel predisporre una strategia aziendale di settore corredata da una analisi SWOT, dalla elaborazione di una mappa strategica, di una patente degli indicatori e di un A3X di area. Alcuni obiettivi operativi hanno riguardato inoltre la gestione amministrativa dei progetti finalizzati: è stata sviluppata una matrice di correlazione che evidenziasse la tipologia di prodotto più complesso, si è analizzato il percorso reale di uno specifico progetto di ricerca. Poiché non è stato possibile scorporare le attività a valore aggiunto da quelle non a valore aggiunto e da quelle non a valore aggiunto ma necessarie non si è provveduto a costruire una VSM. In alternativa sono state sviluppate specifiche SWIM LANE relativamente al percorso di acquisizione di personale con contratto a progetto, di predisposizione delle convenzioni, di acquisizione di beni e servizi. Nell’ambito della strategia aziendale è stato deciso di sviluppare specifici progetti A3. Quello attualmente in corso è il progetto A3 relativo al flusso del percorso per l’acquisizione di beni e servizi.

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Sara Mariotti


Biografia

Nasce a Siena il 22 Dicembre 1986 e risiede attualmente a Monteriggioni. Consegue il diploma del Liceo delle Scienze della Formazione presso l’istituto San Giovanni Bosco di Colle di Val d’Elsa. Nel 2008 consegue la Laurea di primo livello in Tecniche Sanitarie di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena. Ottiene l’abilitazione in Tecnico Sanitario di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia nel 2008 e dallo stesso anno è iscritta all’albo professionale di Tecnici Sanitari di Radiologia Medica della provincia di Siena. Dopo la laurea svolge attività di volontariato presso la Misericordia di Abbadia San Salvatore e presso l’USL7 di Campostaggia e in contemporanea presso la LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) dove ottiene ottimi risultati nell’ambito della senologia. Dal maggio 2009 esercita la professione di Tecnico di Radiologia presso il reparto di Radioterapia dell’AOU Senese. Nel 2013 consegue la Laurea specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche con il massimo dei voti. Dal 2013 a oggi partecipa attivamente a corsi formativi tenuti dall’AOU Senese sulle tecniche Lean applicate al campo della Sanità.

Abstract tesi

” Approccio Lean, organizzazione e stress lavoro correlato”

Gli studi sui rischi psico-sociali (stress, burnout e mobbing) mostrano ampiamente come questi possano diventare un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il quadro normativo nazionale, ed in particolare il D.lgs 81/08, impone l’obbligo di valutare la presenza di gruppi di lavoratori esposti a rischi di stress correlato al lavoro, introducendo così nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) la valutazione non soltanto dei rischi tradizionalmente intesi, ma anche del benessere organizzativo derivante sia dall’organizzazione del lavoro, sia da fattori psico-sociali. In questo ambito l’ Ufficio Lean ha intrapreso una collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) per individuare l’esistenza di una correlazione tra il Lean Thinking e la valutazione del rischio “stress lavoro-correlato”. Come strumento di analisi è stata scelta la stessa metodologia proposta nel documento “Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato – Manuale ad uso delle aziende in attuazione del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.”, Pubblicazione realizzata da INAIL nel 2011, Dipartimento Medicina del Lavoro – ex ISPESL. È stata, quindi, utilizzata la lista di controllo contenuta nel suddetto documento per i gruppi di lavoro dei progetti Lean 2015 AOUS, sia prima dell’inizio dei progetti (Luglio 2015), sia al termine dello sviluppo degli stessi (Gennaio-Febbraio 2016), per valutare come l’approccio Lean potesse impattare sullo stress lavoro correlato. Sono stati analizzati circa 35 progetti, di cui 15 manuali sia per la fase di pre-proegtto sia per la fase di post-progetto. I risultati emersi ci suggeriscono che, sia per lo scarso numero di partecipanti alla compilazione dei manuali, sia per le criticità emerse durante questi incoNtri, lo strumento utilizzato (manuale Inail) non sia uno strumento semplice per la valutazione dell’impatto dei progetti Lean con lo stress-lavoro correlato, pur avendo fatto emergere le criticità ed i miglioramenti significativi dei vari progetti. Potrebbe, quindi, essere da ritenersi valida l’idea della creazione di un manuale ad hoc per il nostro contesto organizzativo che permetta di valutare come la filosofia Lean impatti sullo stress lavoro correlato e presentare questo nuovo manuale ai team leader dei progetti 2016 in AOUS e utilizzare la stessa applicazione per la fase pre-progetto e la fase post-progetto. Sarebbe, inoltre, interessante proporre, in via del tutto sperimentale, dei progetti in cui l’approccio Lean ha l’obiettivo del benessere organizzativo e non una conseguenza di esso. Strumenti come il 5S, l’Analisi delle Cause Radice e le VSM potrebbero essere utilizzati per capire i tipi di malessere nei vari contesti lavorativi.

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Franca Martelli


Biografia

Laurea in Medicina e chirurgia conseguita presso l’Università degli Studi di Pisa in data 16/06/1983 con voto 110/110 Lode e specializzazioni successive in endocrinologia, igiene e medicina preventiva e radioterapia oncologica. Ha conseguito diversi corsi di perfezionamento indirizzati al Management in Sanità e un Master di II Livello in Management delle Aziende Sanitarie conseguito nel 2011. Attualmente ricopre il ruolo di DIRETTORE MEDICO P.O. PORTOFERRAIO (Disciplina: Direzione Medica di Presidio Ospedaliero) in comando presso lo staff della direzione sanitaria dell’azienda USL 6 in qualità di direttore UOC programmazione.

Abstract tesi

” I principi del Lean Thinking applicati al servizio di anatomia patologica: esperienza della ex USL 6 di Livorno ”

L’obiettivo del progetto è quello di verificare l’applicabilità degli strumenti Lean nella riorganizzazione del servizio di anatomia patologica dell’azienda USL 6. Il tirocinio, svolto presso la struttura livornese, ha permesso l’analisi del contesto attuale e le ipotesi di scenario futuro, realizzate con il supporto del personale della struttura, mappando tutte le fasi del processo, dall’accettazione in anatomia patologica alla consegna del referto alla struttura richiedente. Sulla base di tale metodologia si sono definiti gli obiettivi della nostra attività di miglioramento organizzativo: riduzione dei tempi di attesa per la diagnosi e la consegna referti, definizione di un nuovo layout degli ambienti lavorativi, eliminazione degli sprechi. La spaghetti chart, utilizzata per la rilevazione dello spazio percorso da ogni singolo attore coinvolto, ha evidenziato una distribuzione non ottimale dei locali con conseguente revisione del progetto in modo da consentire che le attività consequenziali siano fisicamente disposte in postazioni di lavoro contigue e permettendo di realizzare ulteriori 2 ambienti per la refertazione. Il progressivo interfacciamento del software gestionale WINSAP con i reparti e gli ambulatori, con la possibilità per la struttura richiedente di visualizzare online e di stampare il referto, permetterà di abbattere completamente i tempi di consegna dei referti con conseguente liberazione di risorsa tempo per la squadra trasporti.

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Concetta Mazzocchi


Biografia

Nata a Pomigliano d’Arco (Na) laureata a Siena in Scienze Economiche Bancarie . Inizia a lavorare nell’Amministrazione Provinciale di Siena e poi nel settore privato occupandosi di consulenza tributaria per gli enti locali e successivamente consulenza nel settore dei servizi finanziari assicurativi. Nel 2000 entra a far parte dello Staff Direzione Aziendale Sistemi Informativi dell’ Azienda Sanitaria Asl 7 di Siena occupandosi di reportistica e sistemi di indicatori per la valutazione multidimensionale delle strutture territoriali ed ospedaliere delle aziende sanitarie toscane. Nel 2010 assunta come responsabile del Sistema Informativo, Programmazione e Controllo di Gestione di ESTAV Sud Est. Dal 2015 è direttore della UOS Audit e Risk Management di ESTAR. Consegue le seguenti specializzazioni: Master in Agenti dell’Innovazione delle Pubbliche Amministrazioni (Formez 2002), Master in Management delle Aziende Sanitarie (Università di Pisa 2005), Master in Management e Sanità (Scuola Superiore Sant’Anna Laboratorio MeS 2007).

Abstract tesi

” I rischi e la loro gestione nel processo degli appalti ”

La mission dell’Estar è l’ottimizzazione della spesa pubblica regionale
mediante la gestione centralizzata e standardizzata delle funzioni
delegate, anche con riferimento alla programmazione annuale dell’attività
contrattuale e alla conseguente razionalizzazione degli acquisti. Il lavoro
svolto, si inserisce all’interno della volontà dell’Ente di implementare un
modello organizzativo allo scopo di assicurare condizioni di correttezza
e trasparenza nella conduzione delle attività dell’ente, a tutela della
propria posizione e immagine, nonchè prevenire la commissione di
comportamenti illeciti o non etici da parte dei propri dirigenti, dipendenti
e collaboratori, nonché di tutti coloro che a prescindere dal titolo e dal
tipo di rapporto, vengano in contatto con la realtà organizzativa di ESTAR.
La prima parte del project work descrive le fasi dell’implementazione
del Modello Integrato di Organizzazione, Gestione e Controllo di ESTAR,
soprattutto nella fase di Risk Self Assessment e nell’individuazione dei
rischi istituzionali nelle aree core e dei rischi operativi nelle aree ulteriori
di ESTAR. La tecnica utilizzata per la analisi dei rischi è il frutto di una
mediazione tra le indicazioni fornite dal PNA e le principali metodologie
sviluppatesi nel Master –Lean Healthcare Management ed applicate ai
processi di gestione del rischio clinico (RCA, FMEA e FMECA).
La seconda parte è stata dedicata nel processo backward di ricostruzione
delle cause a partire dagli eventi sentinella applicando nel processo degli
appalti la metodologia della RCA al fine di implementare un modello per
la prevenzione e gestione del rischio corruzione. (“Ciò che chiamiamo
caso non è e non può essere altro che la causa ignorata di un effetto noto
Voltaire”)

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Aurelio Pellirone


Biografia

Nato a Napoli il 26/09/1960 In possesso di laurea specialistica in scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione; Laurea in Scienze dell’educazione; Master UNIFI in “Qualità della formazione”; Corso Alta formazione presso Scuola Superiore Sant’Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento – PI in “Gestione della Qualità nei processi formativi”. Consegue la qualifica di Lead Auditor per la certificazione UNI EN ISO 9001 di sistemi di gestione qualità in organizzazioni sanitarie e formative. Ha coordinato, dal 2004 al 2011, la Commissione regionale di accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private dell’Area Vasta Sud-Est della Regione Toscana. Attualmente dipendente dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria Careggi in supporto alla UO Progettazione per la verifica di conformità delle strutture ospedaliere ai requisiti autorizzativi di esercizio. Svolge sistematicamente verifiche per l’Accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie pubbliche e private per conto delle Regioni Toscana e Umbria, nonché verifiche per la certificazione ISO 9001 nel settore sanità e servizi sociali ed istruzione.

Abstract tesi

” Riorganizzazione del percorso di procreazione medicalmente assistita “eterologa” nell’azienda ospedaliero-universitaria Careggi ”

Contesto di riferimento e motivazione. Il 9 Aprile 2014, con sentenza n. 162, la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 – Norme in materia di procreazione medicalmente assistita – in cui stabilisce il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilità o infertilità assolute ed irreversibili. La direzione della AOU Careggi decide di potenziare l’offerta in ambito di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), integrando prestazioni associate alla PMA di tipo eterologo. Viene pertanto evidenziato dalla direzione aziendale, nell’ambito del Bilancio Preventivo Economico 2014 e Bilancio di Previsione Pluriennale 2014-2016, un obiettivo teso alla completa reingegnerizzazione del servizio sia per quanto riquadra gli aspetti impiantisticostrutturali e tecnologico, sia per quelli gestionali e clinico-assistenziali.

Sintesi del lavoro svolto.A seguito di una dettagliata analisi del percosro Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale ed audit interni, sono state evidenziate:

• le criticità di processo, in termini di sprechi e rischio per la sicurezza dei pazienti ed operatori;

• il problema prioritario, in base alla rilevanza e risolvibilità in tempi brevi: “la tracciabilità delle attività svolte nel corso del ciclo completo non è agevolmente verificabile in tempo reale nella documentazione clinica della coppia”.

Sono state identificate le cause radice del problema e definite le Contromisure in termini di obiettivi specifici e relativi KPI.

Risultati raggiunti al termine del periodo di tirocinio:

• strutturato ed adottato uno speficico strumento di controllo “VisualDoc-PMA” per la verifica in tempo reale della completezza del contenuto documentale del fascicolo (Cartella Clinica) della coppia.

• Implementata una programmazione sistematica di incontri mensili di equipe dedicati alla revisione condivisa delle procedure gestionali e tecnicoprofessionali.

• Realizzata la formazione all’uso del nuovo applicativo “Meditex” per la informatizzazione delle registrazioni inerenti le prestazioni di PMA.

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Sabina Sanguineti


Biografia

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa, voto 110/110. Abilitazione all’esercizio della professione presso l’Università degli Studi di Pisa, voto: 108/110. Specializzazione in nefrologia e Igiene e medicina preventiva. Ha frequentato il Corso di formazione manageriale per l’alta direzione delle Aziende Sanitarie e per dirigenti di struttura complessa organizzato dal Laboratorio MeS, presso la Divisione Alta Formazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ha svolto attività di docenza come professore a contratto presso il corso di Laurea Specialistica per Tecnici della Prevenzione e di infermieristica dell’Università di Pisa. Attualmente ricopre il ruolo di Facente Funzioni di Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Livorno.

Abstract tesi

” PS: da Pronto Soccorso a pit stop ”

Il concetto di patologia tempo dipendente e più in generale di urgenza/emergenza in Sanità, nonostante sia apparentemente consolidato, spesso trova a livello organizzativo ostacoli “cognitivi”, che si riflettono inevitabilmente sulla progettazione dei processi e delle strutture. Scopo del nostro studio è stato quello di ridisegnare il layout del Pronto Soccorso di Livorno, trasformando l’attuale percorso del paziente da “catena di montaggio” a “pit-stop”, ovvero, secondo la concezione più attuale di percorso in urgenza, progettando la struttura in modo che il paziente debba spostarsi il meno possibile per poter ricevere, nel più breve tempo possibile, tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche necessarie ad inquadrare e risolvere il suo bisogno di salute. Il Pronto Soccorso di Livorno rappresenta la struttura di riferimento diretta per una popolazione di circa 176.000 abitanti (residenti nella zona Livornese), nonché hub per le patologie in urgenza/emergenza provenienti da tutto il territorio provinciale (circa 350.000 abitanti). Il numero di accessi annui è pari a circa 70.000 e attualmente la performance, secondo i criteri rilevati dal MeS, presenta alcune criticità. Con le modifiche da noi proposte si ritiene di poter migliorare significativamente i tempi della presa in carico del paziente all’interno della struttura.